DOLMEN, MENHIR, TORRI, MASSERIE E PAJARE

Le campagne e le vie di alcuni paesi del Salento posseggono dei gioielli antichi, che testimoniano la presenza di civiltà antiche in queste zone fin dal neolitico.

Dolmen e menhir riempiono non solo i panorami campestri, ma molti sono stati inglobati dal rapido sviluppo cittadino. Un esempio lo troviamo nel comune di Giurdignano, a pochi passi da Otranto, che vanta un numero considerevole di queste strutture  tanto da essere ribattezzata il “giardino megalitico d’Europa” con 18 menhir e 5 dolmen.

La storia, la paleontologia, le scienze, non danno ancora una spiegazione certa sull’uso per il quale questi monumenti megalitici nacquero, ma qualsiasi fosse il loro ruolo nella società, il Salento ne era protagonista.

Lungo le coste salentine si fanno ammirare molte torri appartenenti quasi tutte al XV-XVI secolo e la loro funzione era difendere le coste dalle incursioni di pirati e invasori provenienti dal mare. Le torri di difesa erano a piante rettangolare, mentre quelle di avvistamento a base rotonda.

Le masserie sono insediamenti rurali presenti in tutto il Salento e risalenti al periodo tardo medievale. Erano la casa dell’uomo che lavorava  nei campi e la culla che custodiva il prodotto della sua terra. Per difendersi dai saccheggi, le masserie vennero costruite con mura spesse e l’ingresso fu spostato ai piani superiori raggiungibile tramite una scala molto ripida che si interrompeva bruscamente. Un basamento mobile, spesso costruito in legno, veniva infatti applicato a mò di ponte levatoio.

Le pajare sono una costruzione rurale, realizzata con la tecnica del muro a secco, proprio come i muretti che delimitano le campagne. Si tratta di edifici isolati nelle campagne e rappresentano uno degli elementi classici del paesaggio campestre salentino.  Sono costruite “a secco” ovvero senza l’aiuto di alcun sostegno o collante, tramite l’impiego di pietre incastrate una con l’altra. Venivano utilizzate come riparo provvisorio o deposito oppure come residenza estiva dei contadini. Ad avvalorare quest’ultimo utilizzo in alcune si trovano dei piccoli camini e vari scomparti.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SUL SALENTO

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.