SENZA SAGNE NON E’ DOMENICA

Se Cesare Cremonini cantava “da quando Senna non corre più, da quando Baggio non gioca più, non è domenica”, per noi salentini sensa un piatto di sagne ‘ncannulate non è domenica.

Le sagne salentine, a differenza di altre regioni d’Italia, sono più lunghe e vengono attorcigliate su se stesse.

Si tratta di una pasta fresca nata in tempi lontani, che veniva preparata come omaggio a San Giuseppe, riproducendo i trucioli di legno presenti nelle falegnamerie.

Le sagne ‘ncannulate o sagne torte, insieme alle orecchiette e cavatelli, sono tra i formati più famosi della regione. La preparazione dell’impasto è molto semplice. Farina di grano duro per un impasto più ruvido e corposo, acqua e un pizzico di sale.  Dal panetto che andremo a formare, ricaveremo prima una sfoglia e poi delle strisce larghe un paio di centimetri e lunghe una trentina.  A questo punto facciamo roteare le sagne sul piano da lavoro aiutandoci con il palmo della mano, per dare la forma ‘ncannulata.

Il condimento tradizionale è un semplice sugo al pomodoro, con una spolverata di “ricotta forte”. Quest’ultima viene preparata nei mesi di marzo e messa a stagionare fino a raggiungere una consistenza semi dura e un piacevole sapore piccante.

Quindi entrando in un ristorante per assaporare un piatto della tradizione, non dovete far altro che ordinare un bel piatto di sagne ‘ncannulate con ricotta forte. Le papille gustative vi ringrazieranno.

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